HP Multi Jet Fusion: il futuro della Prototipazione Rapida passa da qui

HP Multi Jet Fusion

Multi Jet Fusion rappresenta una delle tecniche di stampa 3D più innovative presenti oggi sul mercato: ecco perché Sinthesi Engineering ha deciso di implementare tale tecnologia in un nuovo percorso di “Brand Development” aziendale.

Negli ultimi anni l’Additive Manufacturing, più comunemente indicata con il termine Stampa 3D, ha saputo imporsi sulle dinamiche della produzione industriale come soluzione vincente grazie ad una serie di vantaggi che vedono nella velocità di produzione, abbattimento costi, sostenibilità e nell’elevata personalizzazione del prodotto finale il presupposto dell’odierna rivoluzione 4.0.

Abbiamo già visto come differenti tecniche di Prototipazione Rapida e Rapid Manufacturing ci consentano di rispondere alle esigenze più particolari con un prodotto che, già in fase prototipica, si presta con successo non solo ai test funzionali, ma anche a quelli di marketing e posizionamento sul mercato.

Tra le nuove tecnologie messe a disposizione da Sinthesi Engineering, la stampante 3D Multi Jet Fusion ideata da HP è senza dubbio la più innovativa: una soluzione capace non solo di ridurre i tempi di produzione di 10 volte, con un dimezzamento dei costi per parte prodotta, ma anche capace di agevolare un’accuratezza superficiale delle parti senza precedenti, grazie alla sovrapposizione di strati ultrasottili di appena 80 micron e un regime di 340 voxel (l’equivalente del Pixel nel 2D ) al secondo.

 

Tecnologia HP Multi Jet Fusion: di cosa si tratta

La tecnologia Multi Jet Fusion impiega un processo denominato Thermal Inkjet, una stampa multi-agente basata su polveri polimeriche e binder. Il materiale, steso uniformemente sul piano di stampa, viene dapprima riscaldato attraverso apposite lampade, quindi si procede con la stesura di due agenti chimici, rispettivamente uno di fusione, che solidifica la polvere nei punti previsti, e uno di dettaglio che definisce la geometria del pezzo sulla base delle istruzioni contenute nel file. La built-unit è quindi messa a raffreddare e il materiale in eccesso aspirato in modo da garantire un reimpiego finale di circa l’80%.

Tale procedimento consente, a differenza per esempio della tecnologia SLA, di realizzare oggetti con densità più alte e porosità inferiori, dotati inoltre di una superficie eccezionalmente liscia che non necessita di ulteriori finiture in fase di post-produzione.

 

Materiali impiegati nelle macchine Multi Jet Fusion

Il centro di ricerca e sviluppo di HP ha concepito nuovi materiali termoplastici appositamente studiati per l’impiego in macchine Multi Jet Fusion: il polimero in questione prende il nome di HP 3D High Reusability CB PA 12, un poliammide performante e riciclabile capace dunque di ottimizzare i costi e la qualità delle parti prodotte.

Ad oggi la tecnologia Multi Jet Fusion prevede il solo impiego dei suddetti materiali per la stampa, ma per il futuro HP stesso fa già saper di essere a lavoro per la sintetizzazione di nuovi composti dotati di proprietà estetico-funzionali che richiamano la ceramica e il metallo.

 

Vantaggi e applicazioni di HP Multi Jet Fusion

  • Maggiore velocità (10x) rispetto alle tecniche più diffuse di AM.
  • Abbattimento dei costi (80% di reimpiego del materiale utilizzato).
  • Area di lavoro di 284mm (x) 380mm (y) 380mm (z).
  • Elevata precisione e qualità superficiale, (stratificazione a 80 Micron) ideale per geometrie complesse.
  • Ampia gamma di specifiche del prodotto finale: elevata densità, resistenza, elasticità, trasparenza, opacità, colore, bassa porosità.
  • Rifiniture di post-produzione ridotte al minimo.
  • Riduzione del time to market.
  • Alto potenziale di impiego in diversi settori di mercato.

 È dunque intuibile come i vantaggi precedentemente indicati si traducano in un potenziale impiego della tecnologia MJF in innumerevoli settori d’intervento. Prototipi dotati di elevate proprietà estetico-meccaniche sono infatti ideali non solo per la somministrazione di test funzionali (usabilità, ergonomia, producibilità, collaudo) che ne sondino la prestazione nell’impiego quotidiano, ma possono già essere pensati per la produzione in serie di piccoli lotti altamente rifiniti capaci di rispondere alle esigenze di mercato.

 

Multi Jet Fusion e Sinthesi Engineering: nasce Si Sport

Tra le possibili prospettive di applicabilità e brand development, Sinthesi Engineering ha deciso di implementare la tecnologia MJF in un nuovo capitolo del proprio percorso di crescita aziendale: nasce così Si Sport, una sezione interna interamente dedicata alla progettazione, produzione e commercializzazione di articoli legati al mondo del tennis-tavolo.

Passione, pratica e amore per questo sport hanno visto la nascita di un nuovo brand che si occupa, ormai a livello europeo, di produrre accessori che incontrino le esigenze di chi vive in prima persona questa disciplina.

Transenne Multifunzionali, net saver, ball saver, ping phone, bat tester: sono solo alcune delle soluzioni, pratiche e altamente personalizzabili, messe a punto da Sinthesi Engineering con l’intento di poter rendere sempre più agevole e divertente la vita di coloro che fanno parte, per professione o per pura passione, del mondo del tennis-tavolo.