Stampa 3D per il settore Moda

Stampa 3D settore Moda

In termini di qualità, processi produttivi e competenze richieste, il settore Moda è senza dubbio uno dei più diversificati. Si passa facilmente dall’alta artigianalità di un fatto a mano che segue i dettami della tradizione, ad una produzione in serie destinata ai grandi mercati globali. Tecnica e creatività si inseguono tra estetica e innovazione nel tentativo di affermare il proprio prodotto in un comparto che, per numeri e fatturato, è il secondo settore manifatturiero in Italia dopo quello metallurgico.

Con circa 80mila imprese attive a livello globale, i benefici che i progressi tecnologici possono apportare da un punto di vista produttivo e creativo arrivano a sancire il successo o meno della propria realtà aziendale. Di stampa 3D applicata al settore moda si parla dal 2010, quando l’artista olandese Iris van Herpen presenta la collezione di abiti “Crystallization”. Da allora la sperimentazione della stampa 3D nel settore moda avviene con risultati sempre più straordinari nel tentativo di sondare nuove possibilità in un mercato che tradizionalmente accoglie le novità, ma che non può più prescindere dalla sostenibilità ambientale.

Sì perché, quando parliamo di Moda, non intendiamo solo l’abbigliamento, ma un universo di accessori che trovano nella stampa 3D una soluzione altamente creativa, personalizzabile, dai costi contenuti e facilmente riproducibile. Nuove frontiere stilistiche sono oggi possibili per l’abbigliamento, la pelletteria, le calzature, la gioielleria e l’occhialeria.

 

Stampa 3D e Moda: dai printable fabrics ai piccoli accessori

Il termine fashion printing suggerisce l’impiego sempre più significativo della stampa 3D nel settore moda, dovuto soprattutto ad una libertà di sperimentazione creativa senza precedenti. Le nuove tecnologie consentono di creare oggetti e tessuti dal design e dai materiali che vanno oltre la concezione di abito tradizionale. Nel caso specifico dei tessuti, nuove strutture ad incastro, con maglie rigide e semi-rigide, complesse ma di piccole dimensioni, vengono combinate l’una con l’altra per la realizzazione di capi d’abbigliamento dotati di una nuova vestibilità. Si parla così di un approccio scultoreo al tessuto perché, come è facile intuire, la bidimensionalità di un vestito tradizionale è difficilmente replicabile senza filatura. La stampa 3D tuttavia ci restituisce nuove complessità altrimenti non riproducibili, capaci di mantenere la propria flessibilità e conferire dinamicità al movimento. Il tessuto stampato appare morbido e gli elementi base della trama posso avere le forme più disparate, le geometrie più innovative e le colorazioni più sorprendenti con migliaia di tonalità possibili. Questo per esempio suggerisce nuovi scenari di applicazione nel campo dei wearable device, dispositivi indossabili che integrano parti in tessuto e componenti tecnologiche: poter concepire nuovi sistemi di integrazione tra i due elementi resta una sfida tutta da scoprire!

Più immediato invece resta l’impiego della stampa 3D nel comparto accessori. Scarpe, borse, portafogli, fibbie per cinture, montature per occhiali e gioielli dai colori e dalle forme più stravaganti. La parola d’ordine rimane la stessa: personalizzazione. La stampa 3D consente infatti non solo di creare pezzi unici dalle geometrie impossibili, ma anche di spaziare in tutta una serie di materiali innovativi che da sempre caratterizzano ricerca e sviluppo nel settore moda. Oggi si può stampare praticamente ogni materiale con ottimi risultati estetici e prestazionali. Ecco allora che occhiali e gioielli non sono solo belli, ma anche resistenti e duraturi, ecco che le calzature non sono personalizzate solo a livello estetico, ma dotate di una struttura plasmata su specifiche informazioni che massimizzano le prestazioni e supportano la camminata nei punti di maggior pressione plantare.

La creazione di oggetti di qualità a costi contenuti fa sì che la produzione di accessori non sia più prerogativa delle grandi firme, ma sia sempre più presente in realtà locali, anche molto piccole, capaci però di conferire un sapore veritiero di artigianalità al prodotto finito.

 

Stampa 3D e Moda: vantaggi e benefici oltre la creatività

Tecnologia e tradizione si incontrano a metà strada nella realizzazione di prodotti unici altamente personalizzati e che si possono toccare con mano in tempi brevi e senza costi eccessivi. L’ottimizzazione dei costi infatti è legata anche all’assenza di scarti di materiale, ora impiegato nelle quantità e finalità previste. In un settore che produce migliaia di tonnellate di rifiuti a livello globale, la stampa 3D è una soluzione in più a favore della sostenibilità. I nuovi trend di consumo e le tematiche ambientali stanno di fatto cambiando i comportamenti aziendali anche dei grandi marchi, che abbandonando per esempio prodotti animali in favore di nuove proposte green dal minor impatto inquinante.

Le aziende si pongono dunque nuovi obiettivi: aumentare il potenziale tecnologico dell’intera filiera mantenendo standard elevati di prestazione nei prodotti finali. La Prototipazione Rapida 3D consente dunque di sperimentare non solo in fase produttiva, ma soprattutto in ottica di economia circolare, un sistema organizzato in cui estrazione, produzione e consumo sono concepiti secondo criteri di reimpiego e trasformazione continua: i rifiuti di qualcuno diventano le risorse di qualcun altro.

Nascono così start-up che trasformano le eccedenze della filiera agricola in nuovi materiali destinati all’additive manufacturing: si tratta di termoplastici speciali di derivazione vegetale (es. scarti di canapa, agrumi etc) utilizzati per la produzione di filamenti per la stampa 3D e proposti per la creazione di accessori moda dalle piacevoli suggestioni tattili, visive e olfattive. Un approccio all’industria manifatturiera decisamente friendly, ma dall’anima sorprendentemente tecnologica.