4 vantaggi della Prototipazione Rapida nel settore Automotive

vantaggi Prototipazione Rapida nel settore Automotive

Già da alcuni anni il settore Automotive ha assistito alla crescita esponenziale di una serie di tecnologie che hanno non solo rivoluzionato il mercato della produzione in serie, ma anche stimolato un settore, quello prototipico, che ci sta letteralmente accompagnando, modello dopo modello, in una nuova era del trasporto su strada a due e quattro ruote. Sempre più spesso termini come “Self-Balancing bike”, “Self-Driving prototype”, “Electric vehicle” ci consegnano la realtà tangibile di un futuro già presente, reso possibile dal perfezionamento di alcune tecniche di ricerca e produzione che vedono nella Prototipazione Rapida e nella Rapid Manufacturing la chiave di volta di importanti e strategici sviluppi nei più svariati settori applicativi, a partire dall’Automotive.

L’importanza della stampa 3d nel settore Automotive

Prototipazione Rapida e Rapid Manufacturing sono processi sequenziali di una tecnologia che, sebbene presente sul mercato da ormai vent’anni, ha raggiunto parametri produttivi particolarmente elevati soltanto in tempi più recenti. Si tratta della stampa 3D, ovvero la possibilità, attraverso tecniche di stratificazione differenti a seconda dei macchinari e dei materiali impiegati, di trasformare un progetto tridimensionale (file) in un qualsivoglia prodotto fisico a prescindere dalle sue geometrie e dalla sua complessità (prototipazione), e dunque poterlo produrre in minimi quantitativi (Rapid Manufacturing) grazie ad una serie di vantaggi che comportano un notevole risparmio in termine di tempo, costi, impatto ambientale e che consentono di soddisfare appieno le richieste del cliente.

1. Un notevole abbattimento di tempi e costi nel settore automotive

Nel settore Automotive la produzione di componentistica avviene prevalentemente attraverso due modalità. Nel caso in cui in la richiesta del cliente si attesti su un quantitativo minimo di esemplari (ad esempio nel settore sportivo ad alte prestazioni), si costruisce partendo da un solido regolare e procedendo per asportazione “dal pieno” del materiale attraverso un lento processo di lavorazione che comporta l’impiego di macchinari molto costosi. Nel caso di una produzione seriale su scala industriale, si procede attraverso la creazione di stampi, ovvero dei “negativi” della forma che si desidera ottenere poi riempiti attraverso differenti tecniche di colatura. Tutto ciò si traduce in costi legati alla produzione dello stampo, alla produzione del prototipo e alla vendita di grandi quantitativi per ammortizzare le spese. La stampa 3D invece, attraverso Prototipazione Rapida e Rapid Manufacturing, consente di bypassare gli aspetti negativi legati a tali modalità produttive e di trarre il meglio da entrambe.

Per la produzione seriale attraverso stampo infatti si palesano evidenti variabili legate al concetto di non modificabilità ed elevati quantitativi: modificare un prototipo stampato significa creare un nuovo stampo, con relative attese e ulteriori investimenti. La Prototipazione Rapida consente invece la realizzazione di un prototipo già nell’arco di 2/3 giorni ed ogni eventuale modifica è implementabile all’istante, senza costi aggiuntivi, attraverso correzioni sul file del progetto. Il prototipo, tangibile fin da subito, può dunque essere sottoposto a test tecnici, funzionali, estetici e ricerche che sondino la risposta del mercato. La possibilità di modificare in corso d’opera ogni aspetto del prototipo si traduce dunque in un abbattimento di tempi e costi che dalla produzione possono essere reindirizzati per esempio sul marketing e su soluzioni che rispondano alla crescente domanda di personalizzazione del prodotto.

2. La varietà della stampa 3d come punto di partenza ottimale

Dopo aver abbattuto tempi e costi, la produzione tramite stampa 3D deve comunque rispondere alle esigenze di un mercato che più di tutti coniuga estetica e prestazione ad alti livelli. Tale tecnologia ha pertanto concepito soluzioni che si differenziassero al fine di aumentare il ventaglio di intervento e poter lavorare su più materiali possibile. Oggi attraverso stampa 3D è possibile produrre un prototipo funzionale utilizzando gomme, resine, materie plastiche, polveri, ceramiche o addirittura materiali compositi che diano la sensazione tattile del metallo. In un settore applicativo come quello dell’ Automotive, in cui la ricerca alza quotidianamente l’asticella del “possibile”, Prototipazione Rapida e Rapid Manufacturing si rivelano soluzioni imprescindibili per stare al passo con il progresso.

3. “Bespoke Experience”: la produzione in serie incontra il Su Misura

La possibilità di realizzare prototipi, e quindi prodotti, che rispecchino appieno le specifiche dell’utilizzatore finale, la possibilità di modificarne aspetti in sede pre-produttiva senza eccessive attese o costi esponenziali, l’estrema adattabilità dei materiali e la totale libertà nella scelta di forme e dimensioni, delineano una nuova concezione della produzione industriale improntata sull’espressività di un’unicità quasi sartoriale: poter creare un oggetto unico nel suo genere e facilmente customizzabile. Il settore Automotive più di tutti infatti si presta a questo genere di approccio. Dal Luxury ai veicoli di media gamma, ogni casa produttiva punta oggi su un servizio di adattabilità del prodotto che la stampa 3D sta  e deve sempre di più assecondare. Dalle componenti tecniche della ciclistica e del motore, passando per l’aerodinamicità e la struttura delle carene, fino agli accessori e alle rifiniture: le applicazioni nel settore sono pressoché illimitate e tutte da scoprire.

4. Un passo ulteriore verso la Green Industry

Prototipazione Rapida e Rapid Manufacturing si inseriscono a buon diritto nell’ambito della sostenibilità ambientale. Già in fase prototipica, la stampa 3D prevede un ingente risparmio di materiale impiegato, materiale che comunque può essere riciclato e reimpiegato in house senza costi di smaltimento, cosa che invece non avviene nella produzione attraverso stampi industriali. La possibilità di produrre quantitativi minimi riduce l’impatto dei costi di logistica e trasporto dei prodotti fisici, o ancora l’impiego di “aspiratori aziendali” evitano la dispersione di elementi sottili sia nell’ambiente di lavoro che in quello esterno.